Tra gli insetti che può capitare di trovare nelle nostre cucine ci si può imbattere nel tarlo dei biscotti, conosciuto anche come anobio del pane (Stegobium paniceum), appartenente alla famiglia dei coleotteri.

È possibile trovarlo sia come esemplare adulto che rinvenirne le uova o le larve, colpevoli della maggior parte dei danni. È appunto da queste ultimi che in genere ci si accorge della presenza delle larve, date le loro dimensioni minuscole, che vanno dai 0,15 ai 0,5 mm. Queste si presentano arcuate e di colore bianco sporco. L’insetto adulto ha un colorito tra il marrone e il rossastro e dimensioni massime di 3 mm. Il corpo è ovale, leggermente allungato e ricoperto da una fitta peluria. L’infestazione da parte di questo insetto può avvenire in tempi molto brevi, dato che ogni femmina depone fino a 100 uova che si schiudono in pochi giorni. Le larve a quel punto iniziano la loro attività nutrendosi del materiale in cui sono state deposte. Generalmente si tratta di alimenti amidacei secchi e compatti come biscotti, pasta secca, pane, frutta secca, tè, caffè, grissini e cracker. Possono nutrirsi anche di semi e piume, quindi se si possiedono degli uccelli è bene controllare regolarmente il cibo di quest’ultimi, cambiare spesso la lettiera ed eliminare i residui di semi. Le larve possono sopravvivere anche una settimana senza cibo, ma in genere si adattano attaccando anche carta e cartoncino, farina e persino il legno. Questi insetti prediligono un clima buio e mite, quindi le dispense, i magazzini e gli scaffali in cucina rappresentano per loro l’habitat ideale.

Particolarità dell’anobio del pane

Questo coleottero è in grado di nutrirsi anche di cheratina, quindi può foraggiarsi grazie a peli e capelli. Noto per apprezzare anche la stricnina, di cui si nutre senza danno, era per questo conosciuto anche come “scarafaggio di farmacia” (drugstore beetle in inglese) quando queste attività impiegavano la sostanza per preparati artigianali. Sopravvive a numerose sostanze comunemente ritenute tossiche o velenose, come la belladonna. Sono in grado di danneggiare anche l’imballaggio dei prodotti, e possono dunque rappresentare un grosso danno per i magazzini di prodotti alimentari. Uno dei modi per accorgersi dell’infestazione è proprio notare dei piccoli fori all’esterno delle confezioni. Un altro è rinvenire polvere o sfarinamento sul fondo delle confezioni o al loro esterno.

Come liberarsi dell’anobio del pane e cosa fare in caso di ingestione

Può capitare dunque di accorgersi della loro presenza dopo aver già consumato il prodotto. Solo se si è all’inizio dell’infestazione l’attacco sarà limitato ad una sola confezione. Dunque, rinvenendo il danno, è necessario passare a rassegna tutti gli altri prodotti presenti in dispensa. Fortunatamente l’anobio del pane non trasmette malattie, ma può causare reazioni allergiche. Si tratta inoltre di una presenza anti-igienica perché le larve lasciano dietro di loro escrementi, bava sericea e i resti della muta grazie alla quale passano allo stadio adulto.

È necessario pulire spesso e a fondo le dispense per prevenirne la presenza, oltre a tenere all’interno di confezioni ermetiche i cibi, munendosi di barattoli di vetro o in plastica. Un’altra azione utile è non limitarsi a gettare nel bidone di casa gli alimenti infestati perché le larve continuerebbero a proliferare all’interno del cestino: meglio allontanarli subito dall’abitazione.

Nel caso in cui questi rimedi casalinghi non dovessero portare ai risultati sperati dopo un paio di settimane, l’unica soluzione sarebbe quella di rivolgersi ad un’azienda di disinfestazioni che vi proporrà la soluzione migliore e più professionale nel vostro caso specifico.

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